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Sostenere l’educazione, educare alla sostenibilità

Lorenzo Vascotto e Flaminia Raiteri, Pedagogisti, Cooperativa “Argentovivo”, Correggio (RE)

Alessandra Cassinadri, Cooperativa d’abitanti “Andria”, Correggio (RE)

L’esperienza di partnership tra le cooperative “Argentovivo”e “Andria” nelle province di Modena e Reggio Emilia

l concetto di sostenibilità è più che mai evocato in questi ultimi anni: dalla politica all’economia, dall’edilizia all’agricoltura, dalle scienze alla pedagogia, sono numerosi gli ambiti che stanno mettendo al centro delle proprie ricerche e riflessioni l’idea che qualsiasi azione, comportamento, pensiero, progetto, scelta debba misurarsi con la propria durabilità nel tempo, senza andare a scapito di altri o di altro. La nostra contemporaneità sembra essere arrivata a un punto limite: le risorse necessarie alla sopravvivenza della nostra specie e del nostro pianeta, per come lo conosciamo oggi, si stanno via via riducendo e diventa necessario porsi il problema di come sarà il mondo in cui vivranno le generazioni che arriveranno dopo di noi

Da queste riflessioni è nata l’idea di dare vita a servizi educativi rivolti alla prima infanzia che fossero fortemente sostenibili, sia dal punto di vista strutturale che da quello pedagogico. Promotori di questo progetto sono stati i soci e i dipendenti della cooperativa d’abitanti “Andria”, con sede a Correggio (RE), all’inizio degli anni 2000. Questa cooperativa si occupava dal 1975 di progettare e realizzare interventi abitativi (case, quartiere, complessi urbanistici…), cercando di mettere al centro dei suoi pensieri e interventi gli abitanti, le persone con i loro bisogni, i loro desideri, i loro sogni, attraverso l’ascolto, la partecipazione, la condivisione. Con il tempo è emersa l’esigenza di qualificare i propri quartieri con servizi educativi di proprietà della cooperativa, gestiti con formule innovative, tra cui la nascita di una cooperativa sociale che potesse garantire occupazione femminile, alta professionalità, legami con il territorio, ricerca e innovazione. Così nel maggio 2002 nacque “Argentovivo”, con lo scopo di progettare e gestire servizi educativi rivolti alla prima infanzia.

La partnership tra le due società è stata forte e solida fin dall’inizio e ha visto la realizzazione congiunta di numerose strutture progettate per diventare nidi e scuole dell’infanzia: 7 edifici costruiti nell’arco di 8 anni, che sono diventati 4 scuole dell’infanzia e 3 nidi d’infanzia. La progettazione condivisa di queste realtà è nata dalla forte convinzione nella preziosità del confronto: mettere insieme competenze e saperi differenti genera sempre opportunità innovative. E già in questo aspetto possiamo ritrovare elementi di sostenibilità, che riguarda soprattutto le idee e i progetti: più sono condivisi più hanno possibilità di essere sostenibili, perché frutto dell’impegno, della dedizione e del prendersi cura di più soggetti.

Progettare strutture che avessero come obiettivo il benessere e la crescita dei bambini, delle famiglie e delle loro comunità di appartenenza è stata una grande sfida, che fin da subito è stata affrontata con la certezza di non poter prescindere dal concetto di sostenibilità. Insieme volevamo fare qualcosa di importante e di utile, che potesse continuare a offrire vantaggi e benefici nel tempo, che potesse migliorare la qualità di vita delle persone senza danneggiare niente e nessuno. Per questo abbiamo sempre creato équipe multidisciplinari (architetti, ingegneri, pedagogisti, insegnanti, genitori) che fossero in grado di confrontarsi sulle soluzioni migliori da apportare, garantendo rappresentatività e legittimità di tutti i punti di vista, a partire dalla progettazione su carta fino alla realizzazione di mura, pareti, soffitti ecc.

La sostenibilità che abbiamo cercato e perseguito riguarda più livelli:

Il livello ambientale e strutturale :Questo livello è importantissimo per dare vita a edifici rispettosi del luogo in cui sono costruiti. Un tipo di sostenibilità giocata soprattutto sul tentativo di ridurre i consumi energetici, attraverso l’installazione di pannelli solari sui tetti, di sistemi di coibentazione che potessero evitare gli impianti di raffreddamento, di riscaldamento a pavimento, di materiale fonoassorbente ai soffitti per il comfort acustico. In questo senso è stata fatta una precisa scelta anche per quanto riguarda la presenza di aree verdi ampie e articolate, in cui privilegiare la crescita di elementi naturali piuttosto che la collocazione di arredi da esterno in plastica o altri materiali.

Il livello sociale e territoriale :Abbiamo scelto di realizzare le strutture in comuni di periferia, in piccoli quartieri, per lo più residenziali, spesso collegati al centro cittadino con percorsi ciclabili e pedonali, condividendo le idee e i progetti con i comitati di quartiere o le associazioni dei cittadini presenti nel territorio, sia in fase di realizzazione sia in quella di gestione delle strutture. Oggi i servizi attivi hanno tutti la possibilità di proporsi come luoghi di riferimento per la comunità, in quanto centri promotori di iniziative, manifestazioni, occasioni culturali e formative aperte a tutti i cittadini, non solo agli utenti. Una sostenibilità che in questo caso qualifica le relazioni sociali di un territorio, offrendo partecipazione, aggregazione, confronto e convivialità

Il livello pedagogico: Abbiamo desiderato fin dall’inizio servizi educativi che potessero valorizzare prima di tutto i bambini, le loro idee, le loro ricerche, le loro sensibilità. Per farlo ci siamo rivolti direttamente a loro, formando piccoli gruppi di progetto e chiedendo come avrebbero voluto le loro scuole e in 3 casi su 4 (scuola “Balena Blu”, scuola “Tatonius” e scuola “Thea”) le idee dei bambini hanno avuto un seguito concreto. Siamo convinti che ascoltare i bambini, il loro punto di vista e la loro capacità di dare significato alla realtà sia una grande operazione di sostenibilità pedagogica: un mondo più sostenibile si crea a partire da cittadini più consapevoli, più critici e riflessivi, a cui è stata data fiducia (in loro e nelle loro risorse) fin da piccolissimi, sperimentando l’importanza di esprimere le proprie idee e di venire ascoltati e valorizzati.

Queste caratteristiche fanno parte dell’identità profonda di questi luoghi, e parlano ancora oggi, comunicano, educano. Parlano alla famiglia che frequenta il primo anno di scuola dell’infanzia con il proprio bambino, ma anche ai cittadini di quartiere, agli amministratori, agli operatori che in queste strutture lavorano. E parlano soprattutto ai bambini, con la speranza e la fiducia che dalle loro mani, dalle loro teste, dal loro cuore passi gran parte del benessere, presente e futuro, del nostro pianeta.

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